LA VITA ETERNA È NOIOSA? NOTE SUL RAPPORTO TRA TEMPO E TEOLOGIA
Marco Tibaldi[1]
Abstract
Se il tempo di Dio è concepito come completamente estraneo al tempo degli uomini, la vita eterna inevitabilmente viene pensata come noiosa. Il ripensamento del tempo come luogo di rivelazione di Dio è uno dei compiti dell’escatologia che, dopo il crollo del sistema culturale che ha plasmato l’immaginario collettivo da Dante ad oggi, deve ritrovare concetti e modi per raccontare la buona notizia della vita eterna. Per far questo, occorre recuperare anche alcune categorie filosofiche relative al tempo (l’Aufhebung hegeliana), che lo facciano sentire come parte costitutiva dell’identità umana (P. Ricoeur) e non come un contenitore esterno della vita degli uomini. Per arrivare poi a scoprire con H U. von Balthasar che il “tempo” fa parte della vita stessa della Trinità, in cui si trovano tutti gli archetipi di ciò che rende bella la vita degli uomini.
“Che cos’è dunque il tempo?
Se nessuno m’interroga, lo so;
se volessi spiegarlo a chi m’interroga,
non lo so.”
(Agostino, Confessioni, Libro XI, 14, 17.)
