IN MORTE DI UN BURATTINO. UN ESEMPIO DI UTILIZZO DELLA LETTERATURA NELL’IRC

Matteo Pasqualone[1]

Abstract

Secondo le indicazioni nazionali per ogni ordine di scuola, l’IRC viene considerata una disciplina dalla natura fortemente trasversale, capace di agganciare nelle proprie tematiche diverse discipline. Alla luce di questa consapevolezza, è possibile utilizzare la letteratura come strumento per approfondire alcuni nuclei concettuali ed esistenziali tipici del pensiero religioso? Questo intervento nasce dalla certezza che tutto ciò sia possibile. Partendo, allora, dal capitolo quindicesimo de Le avventure di Pinocchio e accostandolo ad alcune pericopi della Passione e Morte di Cristo secondo Marco, si cercherà di approfondire il tema della morte, cogliendo le risonanze etico-esistenziali che risuonano nella celeberrima opera del Collodi.

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LA VALENZA PEDAGOGICA DEGLI ALBI ILLUSTRATI NELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

Stefania Santoro[1]

Abstract

Siamo in quella che alcuni studiosi chiamano società post-narrativa in cui la narrazione come fattore fondante dell’esperienza umana cede lo spazio ad una sorta di storytelling narcisistico e autoreferenziale dove viene sempre meno l’esperienza comunitaria che il narrare presuppone. In questo contesto diventa urgente riscoprire spazi e strumenti in grado di ridestare quello che possiamo definire il proprium dell’umano: narrarsi. L’irc, data la sua natura dialogica e relazionale, si presenta come uno degli spazi privilegiati in cui questo può avvenire e l’utilizzo dell’albo illustrato, quella sorte di ponte che permette di tenere insieme parola e immagine, diventa un mezzo privilegiato per educare i bambini e le bambine alla scoperta di sé, degli altri, dell’Altro e al rispetto per il creato.

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LA NECESSITÀ ONTOLOGICA DELLA CURA COME PRATICA ETICA E PEDAGOGICA NELL’AZIONE EDUCATIVA DELL’IDR

Michela Casinelli[1]

Abstract

Le persone capaci di importanti gesti di cura, quando spiegano i motivi del loro agire, forniscono risposte di rara semplicità: ho fatto quel che dovevo, chiunque avrebbe fatto lo stesso, non c’era altro da fare… Il che non significa che dietro l’azione non ci sia un pensiero. Il pensiero c’è, ma è radicalmente semplice, nel senso che è essenziale, sa dov’è l’essenza delle cose. Questo pensiero è passione per il bene dell’altro, con una forza etica che non viene prima della coscienza, ma piuttosto, è la voce di una coscienza che sa ciò che è irrinunciabile e da lì orienta il suo essere.
Nell’aver cura, si risponde alla chiamata, propriamente umana, ad avere a cuore la vita. Con questo articolo, dunque, si vuole approfondire tale tematica nell’ambito delle pratiche educative scolastiche e in particolare dell’Idr.

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