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Valentina Zacchia[1]

Abstract

Nel quadro del Festival della Cultura Tecnica 2025, un’iniziativa in tandem tra l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la rete delle biblioteche specializzate promuove presso i giovani la conoscenza delle biblioteche come attori centrali delle città sostenibili, attraverso i linguaggi dell’arte e dell’innovazione visiva.

Il Festival della Cultura Tecnica è una rassegna promossa dalla Città metropolitana di Bologna in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Giunto alla sua dodicesima edizione, ha da tempo allargato le sue finalità iniziali – valorizzare le competenze tecnico-scientifiche – per promuovere ogni anno gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. L’edizione 2025, che ha messo a tema l’SDG 11 “città e comunità sostenibili”, ha registrato una vasta partecipazione negli oltre 500 appuntamenti distribuiti su tutto il territorio regionale, consolidando il ruolo del Festival come piattaforma per l’orientamento, la divulgazione e l’inclusione sociale, particolarmente presso i giovani visto il coinvolgimento di scuole, università, imprese e istituzioni.
L’Istituzione Minguzzi e la Biblioteca FTER hanno ideato un progetto per il Festival, subito adottato dall’intera rete delle biblioteche specializzate di Bologna e realizzato grazie all’adesione dell’Accademia di Bella Arti di Bologna (Ababo).
Nella prestigiosa Aula Magna di via Belle Arti, il 2 dicembre 2025, si è tenuto un incontro per lanciare il progetto e collegarlo al target 11.4, che mette in relazione la sostenibilità della vita urbana e la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale: un’associazione certo non automatica, che sottolinea il ruolo della cultura per l’identità collettiva, l’integrazione e la pace.
Il progetto Mappe dei saperi muove dall’idea che la biblioteca specializzata non è una mera collezione di documenti, bensì un ecosistema informativo dinamico che offre una rappresentazione della complessità del sapere contemporaneo. Tuttavia è necessario trovare un linguaggio capace di trasmettere questa ricchezza alle giovani generazioni, portatrici di domande e di un ethos mentale sempre nuovi.
Per questo gli studenti del corso triennale di Grafica dell’Accademia di Belle Arti sono stati invitati a entrare nelle biblioteche della rete per delle visite guidate e a tradurre in un poster ciò che sembrava loro più significativo e urgente trasmettere ai loro coetanei.
Nella primavera 2026, gli studenti si sono divisi in gruppi di lavoro e hanno scelto in quale biblioteca recarsi. In ogni visita i bibliotecari hanno raccontato identità, discipline, patrimonio, storia della biblioteca; due gruppi di ragazzi del terzo anno – cordiali, attenti, motivati – sono venuti alla Biblioteca della Facoltà Teologica.
Sotto la supervisione dei docenti dell’Accademia i gruppi stanno ora lavorando ai poster, che consegneranno entro il 1° giugno 2026. Nell’autunno 2026 è prevista una presentazione degli esiti progettuali presso le sedi bibliotecarie, l’Accademia o in spazi pubblici fisici o virtuali. Due poster particolarmente meritevoli riceveranno un premio in denaro grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Il progetto ha offerto agli studenti un’opportunità di confronto professionale con una committenza culturale di alto profilo, favorendo il dialogo tra il mondo della conservazione e quello della creatività artistica; ha anche permesso loro di conoscere molte istituzioni culturali del territorio, con le loro storie e i loro tesori documentari.
Al contempo, l’interazione con questi giovani brillanti ha spinto noi a trovare un linguaggio rinnovato per portare efficacemente il nostro servizio nel futuro. Attraverso il loro sforzo ordinatore, le biblioteche specializzate definiscono una delle anime culturali del territorio bolognese e sono in esso semi di un futuro sostenibile perché svelano la struttura che fa da sfondo alle risposte che i software di intelligenza artificiale oggi ci offrono in modo utile ma oracolare, ossia impedendo agli utenti di allenare una consapevolezza di chi, perché, a partire da quali ragioni o contesti abbia validato quei saperi.
L’iniziativa Mappe dei saperi è stata selezionata fra i progetti pilota innovativi per generare cambiamenti concreti sui temi della sostenibilità ambientale e sociale: la Città metropolitana di Bologna lo ha inserito nella Strategia metropolitana per l’educazione allo sviluppo sostenibile e in particolare nel progetto “Lo sviluppo sostenibile come valore per la costruzione delle politiche metropolitane – focus sulle politiche educative”; il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha promosso i progetti pilota coinvolgendo delle agenzie di progettazione culturale, con lo scopo di trarre da essi modelli da promuovere in altri territori italiani.


[1] Coordinatrice di Biblioteca, Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna – ISSR “Vitale e Agricola”, Bologna.