IL RITORNO AL SOMMO BENE. Studio su Romano Guardini

Francesco Perboni[1]

Abstract

Questo studio indaga la riflessione etica di Romano Guardini, mettendo al centro il concetto di Sommo Bene in quanto sorgente dell’ordine morale e cardine fondante della vita sociale. Analizzando le due definizioni di Bene proposte dall’autore si evidenzia il ruolo imprescindibile di un riferimento trascendente per il senso dell’esistenza umana. La critica di Guardini all’epoca postmoderna mostra come l’abbandono da parte dell’uomo dell’apertura all’incontro esistenziale col Sommo Bene lo abbia fatto scivolare nel nichilismo, cioè in una vita priva di significato, portandolo a una crisi personale e sociale. Guardini, però, intravede una possibile rinascita dell’umanità che avrà sperimentato il deserto di senso del nichilismo, in coloro che cercheranno onestamente la verità, e recupereranno la consapevolezza della necessità di un ritorno al Sommo Bene.

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Il metodo «via-verità-vita» e l’IRC

Stefano Golinelli[1]

Abstract

Il cristocentrismo della teologia del beato Giacomo Alberione (1884-1971), fondatore della Famiglia Paolina, [2] insiste sul trinomio di Gv 14,6 («Io sono la Via, la Verità e la Vita») e da qui sviluppa una peculiare antropologia teologica, da cui deriva un metodo che rappresenta la sintesi della sua spiritualità apostolica. Secondo lo stile del dialogo asimmetrico, che prende il cosiddetto metodo «Via-Verità-Vita» dalla teologia, ma si lascia autenticamente arricchire dal contributo delle scienze umane sulla comune base dell’antropologia, è possibile pensare ad un’applicazione di questo stesso metodo all’Insegnamento della Religione Cattolica in Italia.

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